Marco ci racconta le sue opinioni sul match contro i Vikings.

La partita con i Vikings rappresentava il primo dei due scogli sulla carta più ostici che rimangono ai Patriots nella corsa ai Playoff (l’altro sono gli Steelers in week 15). Sicuramente partivamo avvantaggiati dal fattore campo – venire a vincere a Foxboro è da anni un’impresa più unica che rara, considerando anche che partendo dal lontano 2001, nel mese di Dicembre siamo 34-4 in casa. Vediamo come è andata, analizzando come sempre le prestazioni dei vari reparti.

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Josh Gordon chiude di fatto la partita col touchdown nel finale di gara / Usa Today sports

OFFENSE

La prova dell’attacco è stata tutto sommato buona, a mio avviso. Va detto che, per l’ennesima volta in questa stagione, ho riscontrato due fattori: Il primo, è che sembriamo spesso giocare con un playbook “semplificato”, qualcosa di distante da quei giochi che ci hanno sempre reso un attacco formidabile e difficile da difendere. Sembriamo, insomma, avere il freno a mano un po’ tirato. Il secondo fattore è indissolubilmente legato al primo, ed è il fatto che appena schiacciamo sull’acceleratore torniamo ad essere quell’attacco “macina-punti” che siamo sempre stati.

Nello specifico, davvero buona la prova della nostra OL, zero sacks concessi a una linea difensiva comunque molto buona come quella dei Vikings. Buona anche la prova dei Running Backs, con un Sony Michel sempre solido (17 per 63yds, 3,7 a portata di media) e un James White come sempre sugli scudi nel passing game (7 ricezione per 92yds unite a sei portate per 26 yds). Volevo lasciarlo per ultimo ma non ci riesco. L’eroe di giornata ve lo sparo subito qui, ed è il Fullback James Develin. Due TD su 4 portate, un primo down conquistato e anche una ricezione da 9 yds. Viste le nostre difficoltà in redzone, Develin potrebbe essere l’arma di cui avevamo bisogno.

Nessuno tra i ricevitori ha avuto una gran partita e questo secondo me è dovuto principalmente al gameplan, basato soprattutto su passaggi corti. Importante comunque il contributo sia di Edelman che, soprattutto, di Gordon nel momento in cui si è deciso di accelerare. Uno dei due drive da TD del secondo tempo è passato quasi tutto per le sue mani, e si è dimostrato efficace senza aver corso tracce particolari rispetto al solito.

Purtroppo, va notata la “contro-pestazione” di Gronkowski. Il nostro all-world TE ormai sembra l’ombra di sè stesso, non è più fisicamente e atleticamente dominante come un tempo, o almeno sembra. Sicuramente è ancora in grado di contribuire fortemente nel running game, ma viene cercato poco da Brady in situazioni di passaggio. La speranza è che, consci della sua fragilità, il coaching staff lo stia tenendo con una briglia molto corta, in vista dei playoff. Personalmente, però, non credo purtroppo che sia questo il caso.

Per quanto riguarda Brady, il nostro QB è stato autore di una prova in linea con quello che ci si aspetta da lui, mostrandosi in controllo del gioco e giocando in sicurezza per la maggior parte del tempo. Purtroppo c’è scappato il solito intercetto dovuto alla paura della pressione avversaria (lancio azzardato col rusher in faccia), ma anche questa è ormai una sfaccettatura del suo gioco con la quale abbiamo imparato a fare i conti.

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il nostro “closer” Duron Harmon col primo dei due intercetti messi a segno dalla nostra secondaria / Adam Glanzman

DEFENSE

Già guardando gli inattivi, si poteva capire l’indirizzo che il coaching staff voleva dare alla partita. Ben sapendo che i Vikings in attacco basano molto sul passing game, la scelta è stata di provare a fermare proprio il loro punto di forza “sfidandoli” a batterci con le corse. Infatti Danny Shelton, run stuffer per eccellenza della nostra difesa, non è sceso in campo.

Il gameplan difensivo è stato perfettamente portato a termine grazie, soprattutto, alla grande prestazione della nostra secondaria: la coppia terribile di ricevitori dei Vikings (Diggs e Thielen) sono stati limitati a 10 ricezioni per 77 yds e un TD totali, e questa rappresenta la produzione minore dei due in tutta la stagione. Per la gioia del nostro boss Francesco, è stata maiuscola anche la prova dell’undrafted J.C. Jackson, “francobollato” per tutto il match al loro slot WR e che ha messo lo zampino sull’intercetto (ormai quasi una garanzia in quelle situazioni) di Harmon in endzone. Parlando di Harmon, va sottolineata anche l’ottima prova delle Safeties, con McCourty che ha spesso aiutato a cancellare dal gioco Thielen, Chung che ha annullato il TE Rudolph e il nuovo arrivo Obi Melifonwu schierato in situazioni di dime defense sui TE avversari.

Qui la bellissima difesa di Jackson che porterà all’intercetto di Harmon :

Davvero ottima anche la prova della DL – con un Trey Flowers sempre più dominante e capace di mettere pressione sui passaggi e allo stesso tempo essere un gran distruttore sulle corse. Una cosa che ho notato in cronaca è spesso ci schieravamo con un solo “down lineman” (che cioè partiva mani a terra) mentre il resto del Box stava in movimento e si allineava solo pochi istanti prima dello snap, mandando sempre dei rusher diversi verso Cousins. A questo proposito va secondo me sottolineata la buonissima prova dei nostri Linebackers, in particolare di un redivivo Dont’a Hightower, autore di una buona prestazione sia in fase di blitz che in copertura.

SPECIAL TEAMS

Sempre un po’ zoppicante la prova dei nostri Special Teams. Ad esclusione di Allen, da tempo ormai una sicurezza, va registrato il FG sbagliato da Gostkowski e le posizioni di campo fin troppo favorevoli (eufemismo) concesse ai Vikings. Temo però che dovremo convivere con queste mancanze fino a fine stagione.

Migliore in campo: James Develin

Peggiore in campo: Rob Gronkowski

 

Marco Santagostino@PatriotReign

Written by francescoc

1 Comment

Giancarlo Boromei

Tutto giusto compreso le critiche a Gronk mi sembra però che da Brady ci si attenda sempre troppo ricordatevi che è sempre un ultra quarantenne e guardate gli altri grandi qb alla sua età prima di criticare.

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