Dopo una offseason che definire movimentata è dire poco, in qualche modo Antonio Brown è diventato un nuovo giocatore dei Patriots.

 

Problemi di dipendenza dalle droghe? problemi di egocentrismo sfrenato? devi effettuare un viaggio da Oakland a Boston ma non riesci a chiudere il tuo ego in valigia? Niente paura! vieni al centro di recupero casi umani a Foxborough, MA, una clinica di esperti capitanata dal Dott. Belichick si prenderà cura di te; sarai seguito passo passo 6 giorni su 7, mentre la domenica ci sarà un equipe di rampanti sostituti ad occuparsi di te mentre il dott.Belichick si prende qualche ora d’aria per dare sfogo a quella passione secondaria del football americano che ancora lo attanaglia.

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Parlando seriamente, tralasciando le battute, era doveroso dedicare un articolo ad una firma molto discussa, quella del wide receiver Antonio Brown, anche perchè molti di voi ce lo hanno chiesto direttamente.

Siamo nell’era di internet e come spesso sostengo, siamo nell’era delle overreaction e degli hot takes, mentre PR da sempre vuole analizzare qualsiasi cosa affrontata nella maniera più lucida possibile esaminandone ogni aspetto.

Partiamo col dire che la quasi totalità della redazione di PR è al settimo cielo per questa notizia, mentre forse solo io ho delle riserve, pertanto eccomi qui a cercare di capire qualcosa di quello che sta accadendo e che cosa potrà significare per il nostro futuro, ma andiamo con ordine.

Dopo le svariate diatribe con i Raiders delle quali non scenderemo (ancora) nello specifico, Antonio Brown è stato rilasciato, diventando a tutti gli effetti FA e potendo firmare con chi desiderasse. Nel giro di poche ore ha raggiunto un accordo con i Patriots per un contratto annuale da circa 15M di base salary di cui 9M garantiti, e sarà nuovamente FA nel 2020. Questa primavera si diceva che proprio i Patriots fossero tra le pretendenti alla trade con Pittsburgh, assieme a Tennessee e Philadelphia, salvo poi vedersi battuti da Oakland, che si è aggiudicata il giocatore in cambio di un 3 round + un 5 round.

C’è chi sostiene che tutti i fastidi creati/avuti da Brown con i Raiders fossero portati all’estremo proprio a causa di una sua voglia, un suo desiderio di giocare con Tom Brady e che in realtà finire ai Patriots fosse il suo vero obbiettivo; è una cosa che mi riesce difficile credere, anche se ci sono degli elementi che potrebbero farlo pensare : per prima cosa il fatto che come detto sopra fossimo tra i pretendenti, e questo potrebbe aver solleticato il palato del giocatore; in secondo luogo, non c’è stata battaglia, almeno che noi sappiamo, per firmarlo. Non una gara al rialzo, non giorni e giorni di contrattazioni, ma il tutto è avvenuto quasi immediatamente dopo il rilascio, come a far pensare che l’offerta fosse già pronta e, forse, avallata dal giocatore.

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Da sempre New England si è resa protagonista di tentativi di recupero di carriere eccellenti, come Chad Ochocinco, Albert Heynsworth e altri, ma quasi sempre con scarsi risultati; il parallelo più vicino però è ovviamente quello con Randy Moss. Anche lui WR, anche lui uscito in malomodo dai Raiders dopo dei dissapori, anche lui testa calda, anche lui finito ai Patriots.

Benchè Moss sia stato un giocatore positivo, rispettoso e funzionale nel sistema Patriots, va ricordato che quella offense, dalla perfect season ai record impossibili, era sì fantastica, ma ha raccolto 0 anelli, anche se a onor del vero va detto che il roster di quest’anno è di 3 o 4 spanne superiore a quei roster nella sua completezza.

New England oltretutto non è Oakland : ciò vuol dire che quanto successo in questa offseason tra Brown ed i Raiders credo che capiti più spesso di quanto sappiamo, ma ci sono squadre più brave a mascherare le proprie problematiche interne; da noi certi comportamenti non sarebbero accettati, ma anzi puniti immediatamente.

Brown è arrivato in un team con un head coach che ha ricominciato a mettersi in gioco da poco (con metodi molto discutibili) che lo ha trattato da stella da subito, concedendogli qualsiasi cosa; questo ha creato da subito attrito con Mike Mayock, anche lui neo GM NFL, che si è visto costretto a giocare il ruolo di poliziotto cattivo per cercare di dare ai Raiders una parvenza di serietà, fino al culmine della lite proprio tra GM e giocatore, non sufficiente comunque a far dire a Gruden basta con questo esperimento.

A Boston questo problema non sussiste, se non fosse altro perchè la figura di head coach e GM è racchiusa nella sola persona di Bill Belichick; i giocatori sanno con chi hanno a che fare e rispettano una cosa sopra tutto, il successo. Non esiste giocatore che non voglia giocare per Belichick o perlomeno che non ne riconosca la grandezza.

Altro aspetto da sottolineare : ai Raiders Brown era la stella, era la nuova speranza di rivalsa, di salto di qualità. Ai Patriots arriva in una gerarchia ben consolidata dove è solo uno dei 53. Se per Mr.Kraft Tom Brady è forse la persona a cui è più affezionato, colui per il quale ha sempre un occhio di riguardo, è però Bill Belichick ad avere carta bianca e poteri decisionali illimitati; La storia di vittorie e successi permette a Belichick di giocare col roster ed operare come meglio crede senza dover rendere conto a nessuno. Nei primi anni della gestione Patriots, quando al timone c’era l’head coach ora ai Seahawks Pete Carroll, Kraft era molto più invischiato nei discorsi di roster e movimenti, cosa che col tempo ha compreso essere dannosa, e con Belichick si è ripromesso di starsene fuori, scelta che ha pagato, e che forse ha visto i suoi confini oltrepassati solo una volta, nella famosa situazione di cessione del quarterback, quando Belichick avrebbe (si dice) ceduto il n.12 mentre Kraft pare si impose per cedere invece Jimmy G.

Ultima, ma non ultima considerazione : la NFL ora ha tutti gli occhi puntati su Foxborough, e sanno bene che se non funzioni ai Patriots, non funzioni da nessuna altra parte .. se non riesce a tenerti a bada Belichick, nessun altro vorrà prendersi il mal di pancia, quindi ora la palla è davvero nelle mani di Brown.

L’ambiente dal punto di vista organizzativo/gestionale pare essere pronto a sopportare l’onda d’urto del giocatore, ma il roster?

Ve lo ricordate, sembra secoli fa, quando eravamo tutti eccitati per Jakobi Meyers? ebbene, io c’ero! Me lo ricordo quando la nostra depth chart recitava Harry – Dorsett – Meyers.

Molti di voi ci chiedono chi verrà tagliato? chi gli lascerà il posto? secondo me la risposta non è da ricercare nei WR, ma nel taglio di un tight end oppure di un defensive end/outside linebacker. Dico questo, perchè il reparto ricevitori ad oggi è sì molto intrigante sulla carta, ma anche molto molto ipotetico e scarno di garanzie. I miei candidati al taglio invece sono alcuni tra Lance Kendricks (TE), Shilique Calhoun (OLB), Terrence Brooks (S), Nate Ebner (S).

Se togliamo Julian Edelman, chi rimane? Le sicurezze a mio avviso sono appunto solamente Julian Edelman e Dorsett, con quest’ultimo capace di sviluppare un timing perfetto con Brady, ma che ha dimostrato di non poter essere un WR1 e forse nemmeno un WR2, ma una solida opzione. Dopo di loro c’è l’altro caso umano, Gordon, che è tutto un enigma perchè sul campo è vero lo scorso anno ha fatto vedere cose buone, ma va comunque verificato.

Demaryus Thomas mi ricorda un pò Franco Baresi quando, nella sua gara di addio al calcio, i compagni fecero di tutto per farlo segnare : forse ho esagerato, anche un pochino per ridere, ma il veterano non sembra al 100% fisicamente e quando le partite inizieranno a contare ed i difensori inizieranno a puntare le ginocchia si vedrà cosa può veramente dare.

Jakobi Meyers e Gunner Oslewzki sono le due “feel good stories” di quest’anno, che però fino ad ora hanno dimostrato zero in NFL e che verosimilmente con la firma di Brown perderanno possibilità di far vedere qualcosa. Rimane la prima scelta Harry, che sta però lavorando per tornare abile ed arruolabile in week 8 ma che anche lui deve dimostrare tutto in campo.

Perciò credo che, non avendo tight ends validi, quest’anno il passing game debba passare tutto da ricevitori ed halfbacks, salvo qualche esperimento magari proprio con Demaryus Thomas da receiving tight end, e che quindi lo staff ritenesse ancora debole il gruppo ricevitori.

Dal punto di vista squisitamente produttivo, il 31enne Antonio Brown è stato veramente una macchina da guerra : in 7 stagioni si è guadagnato la chiamata al Pro Bowl, 5 volte All Pro, è stato il leader per yards in ricezione nel 2014 e nel 2017, giocatore dell’anno in AFC nel 2014, 74 touchdowns in carriera all’attivo.

Una cosa è certa : Tom Brady non ha mai avuto questo tipo di armi a disposizione, provate solo a pensare se Gronkowski, come molti vorrebbero, decidesse di rientrare attorno al ringraziamento? Ma non fantastichiamo, non facciamoci prendere. Non possiamo però nasconderci dietro ad un dito (o sotto un tombino) e fare i pessimisti cronici : questo è uno dei roster più forti e completi che si siano mai visti non solo in New England ma nella storia della NFL, però la storia, appunto, ci ha sempre insegnato che parla il campo, e lo farà da stanotte.

 

Francesco Cugusi@PatriotReign

Written by francescoc

1 Comment

Giancarlo Boromei

Un grosso rischio aumentato dalla presenza già in roster di un soggetto come Gordon.
Però adesso nell’immediato sono eccitato da cosa può essere il ns attacco.

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